Le ragioni del testo unificato al Senato per la legge sulla Rigenerazione Urbana

Il testo unificato sulla rigenerazione urbana nasce dalla sintesi di più disegni di legge presentati da tutti i gruppi parlamentari e ha raccolto molti elementi da questi derivanti. È anche per questo che il testo in Commissione è stato assunto all'unanimità, con una sola astensione.

La proposta cerca di dare una visione di lungo periodo sulla rigenerazione urbana e propone soluzioni che permettano la condivisione delle decisioni e delle scelte tra Stato, Regioni e Comuni fino a prevedere il dibattito pubblico.
Non vi è rischio di intervenire in ambiti di competenza prettamente regionali né di sovrapporsi con disposizioni regionali esistenti.
Il Ddl attribuisce alle Regioni un ruolo rilevante su ripartizione delle risorse, adozione di disposizioni per la rigenerazione urbana, definizione dei criteri per individuare gli ambiti su cui intervenire, specifici programmi per l'edilizia Residenziale Pubblica, individuazione di proprie risorse da destinare ai bandi.
Le Regioni possono adottare, inoltre, specifiche disposizioni per incentivare la rigenerazione urbana.
Il Ddl vuole incentivare la rigenerazione grazie a ingenti risorse pubbliche, un miliardo di euro l'anno: vi sono i 500 milioni annui, per venti anni, destinati al Fondo Nazionale Rigenerazione Urbana, gli incentivi di natura diversa (da esenzione IMU e Tari alla riduzione, da parte dei Comuni, dei canoni e tributi dovuti per l'occupazione di suolo pubblico, al Superbonus); inoltre, gli interventi di rigenerazione urbana diventano ambiti prioritari per l'attribuzione dei Fondi strutturali europei e sono pensati incentivi adeguati l'indirizzare le risorse private su interventi di rigenerazione. Si tratta di un sistema di incentivazione che non è destinato, né deve esserlo, a qualunque intervento edilizio in ambito urbano, ma esplicitamente a quegli interventi che servono a combattere il degrado, in tutte le sue forme: la rigenerazione urbana è strumento per i Comuni per migliorare le città, le loro periferie e la qualità di vita dei propri cittadini, oltre che per impedire, o quantomeno per contenere, il consumo di suolo. È per questo che si è pensato ad un processo decisionale semplice e lineare, che si ispiri alla strategia di transizione ecologica che preveda un ruolo forte delle Regioni e che riconosca ai comuni la definizione degli interventi, dal generale al particolare, con adeguato sostegno pubblico e stimoli ai privati.

Articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore (file PDF)»

Scheda dalla legge sulla Rigenerazione Urbana»


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